IL RITRATTO DI… MASSIMO CAPODAGLI COLARIZI

L’amore per l’Alma non ha confini. Lo sa bene Massimo Capodagli Colarizi, fanese doc trapiantato per lavoro a Cremona da circa vent’anni. “E’ da quando sono bambino che seguo l’Alma in giro per l’Italia. Ora, non potendo essere presente fisicamente al Mancini, ne approfitto per seguire la mia squadra nel cuore quando gioca qui nelle regioni limitrofe”. La passione per i colori granata nasce nel lontano 23 ottobre 1983: “La mia prima partita allo stadio fu un Fano-Spal terminata sullo 0-0. Per me fu una gioia indescrivibile veder giocare da vicino i miei beniamini. E’ un ricordo che custodisco gelosamente”.
Nonostante i km di distanza, Massimo ha sempre mantenuto i contatti con i ragazzi della curva. “Quando l’Alma è salita in C ci siamo ritrovati ed è bellissimo essere tutti insieme a cantare a squarciagola per la propria squadra. L’emozione più grande è quella di sentire il dialetto dei miei concittadini: mi danno la sensazione di essere a casa. Mi riporta indietro negli anni in cui da ragazzo vivevo a Fano. E’ una questione sentimentale, una passione, una nostalgia da immigrato quale sono”.

A Padova Massimo ha risposto presente alla chiamata dell’Euganeo, incitando e sostenendo i ragazzi per tutti e 90′ nonostante il risultato non molto soddisfacente. “I primi 60′ abbiamo giocato molto bene, poi il crollo a mezz’ora dalla fine ha rovinato una buona prestazione. La formazione di per sè non mi è dispiaciuta, anzi, rispetto allo scorso anno c’è stato un notevole scatto in avanti. A mio avviso manca un pizzico di esperienza, però mi sono divertito. Si fosse vinto avremmo raccontato qualcosa di diverso, però è andata così”.

Dici Cremona e la mente va subito alla prossima trasferta granata, quella gardesana di Salò, dove, però, causa forza maggiore, Capodagli non potrà essere presente. “Avrei voluto tanto esserci, considerata anche la breve distanza da Cremona (ca. 70 km), però quel giorno sono di turno al lavoro e devo rinunciare. Con la speranza che magari qualcuno possa cambiarmi il turno (ride, ndr). Solitamente cerco di organizzarmi sempre in tempo in modo tale da non mancare. La mia trasferta più lunga? Due anni fa a Fermo, in cui ho macinato 900 km tra andata e ritorno. Ma quella partita era fondamentale per la permanenza nella categoria e sono stato felice di aver risposto presente al Recchioni per condividere la gioia insieme ai miei amici”.

La partita che Massimo non dimenticherà è l’1-0 schiacciante al Tardini ai danni del Parma. Un risultato che eliminò i gialloblù dalla promozione diretta per la B, consegnando lo scettro di campione al Venezia. “Era il 19 marzo 2017. Ricordo un Tardini stracolmo, il settore ospiti dedicato ai fanesi completamente granata, due squadre che hanno lottato per tutta la gara, un Parma che voleva vincere a tutti i costi ma Fioretti rovinò la loro giornata con un tiro dal dischetto. Fu qualcosa di indescrivibile”.

La trasferta più curiosa? “A Lumezzane. Arrivai allo stadio e mi aggregai con i tifosi della curva per supportare i nostri ragazzi. La gara finì 2-1 per noi e fu importantissima ai fini della salvezza (era il 30 aprile 2017, ndr). Dopo la partita mi fermai lì a cena. Con me avevo la maglietta e la sciarpa del Fano. Ad un certo punto si avvicinarono alcuni tifosi rossoblù complimentandosi per il calore del tifo granata. Ancora adesso ricordo con orgoglio quell’episodio: ‘Non ci aspettavamo che ne veniste così tanti vista la situazione di classifica’, fu uno dei tanti apprezzamenti ricevuti. ‘Siete stati davvero eccezionali’. Poi ancora: ‘Sentirvi urlare per 95′ è stato qualcosa di straordinario, neanche nelle piazze più calde si avverte una simile energia’. Lo ammetto: quei complimenti mi hanno davvero riempito di gioia”.

A questo punto, chiediamo a Massimo anche un pronostico su Fano-Reggio Audace: “Loro sono molto carichi dopo il 3-0 contro il SudTirol e cercheranno di mantenere le prime posizioni. Un pareggio sarebbe un buon risultato, ma la vittoria sarebbe il top. Contro il Gubbio ho visto una formazione che suscita emozioni e sempre positive. C’è grinta e voglia di far bene. Ma a prescindere dai risultati, io ci sono e sarò sempre”.

E allora Massimo noi ti aspettiamo per gridare insieme in curva ‘Fano Alè!’

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