INTERVISTA AL TEAM MANAGER PAOLO ROSSI

Una passione chiamata calcio. Paolo Rossi, team manager dell’Alma ha trascorso una vita dietro al pallone. Dai primi calci nel Senigallia, formazione della sua città natale, ad una rampante carriera con la casacca nera. “Ho iniziato ad arbitrare dalle categorie regionali per poi approdare alla quarta serie fino ad arrivare alla Serie B in veste di assistente, su chiamata della Can A e Can B. Arrivato al limite dell’età ho dovuto lasciare ma devo dire che mi sono tolto delle belle soddisfazioni. Molti pensano che la carriera da calciatore sia la più sacrificata ma non è così: ho dovuto lavorare duramente per arrivare alla cadetteria, svolgere 4 sedute di allenamento settimanali a cui abbinare un’alimentazione senza sgarri. La soddisfazione più grande è stata ricevere il premio nazionale come miglior assistente della Serie C nella s.s. 84/85.

In seguito ho fatto parte, per 10 anni, del Comitato Regionale delle Marche in qualità di componente della commissione arbitri, adibito alla designazione ed osservazione dei giovani arbitri. Un giorno, ricevetti una chiamata inaspettata: era Marco Minardi, allora segretario dell’Ancona Calcio che mi proponeva il ruolo di team manager dei biancorossi, ricoperto per due stagioni, dalla 2008/09 alla 2009/10. Successivamente, causa il fallimento societario dell’Ancona, ho avuto l’opportunità di rimettermi in gioco proprio qui a Fano, iniziando il mio percorso con l’entrata del Presidente Claudio Gabellini. Il mio rapporto con il Presidente? Straordinario, basato sulla reciproca fiducia e stima.

Il ruolo del team manager? E’ fondamentale perchè funge da tramite tra la società, la squadra e lo staff tecnico. Allo stesso tempo, è anche una figura equilibrata che sa dosare la carota ed il bastone con i calciatori, i quali intravedono nel team manager il loro punto di riferimento. E’ un compito arduo perchè da una parte ci sono i giocatori e lo staff con le loro esigenze, ma dall’altra parte c’è la società che impone delle regole da rispettare.

Il mio rapporto con mister Fontana ed il suo staff? Nel mese trascorso insieme a Frontone, in ritiro, siamo entrati subito in sintonia: poche parole, ma tanti fatti. E’ un rapporto schietto e franco; d’altra parte con persone di una certa caratura ed alto livello non poteva essere altrimenti. Inoltre voglio sottolineare un aspetto: mai come quest’anno ho trovato un gruppo di ragazzi preparati, educati e rispettosi. Dei professionisti nel vero senso della parola.

Inoltre, tengo a precisare, anche se non è di mia competenza: quest’anno il Presidente Claudio Gabellini ed il Direttore Generale Simone Bernardini hanno provveduto ad “acquistare” il Responsabile dell’Area Tecnica Giovanni Mei, un uomo di calcio che conosce bene la categoria, un esperto conoscitore di calciatori, una persona affidabile che dà sicurezza a tutto l’ambiente fanese. Una vera e propria risorsa per la società granata, un filo diretto con la città ed il suo tifo”.

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