U15 FEMMINILE, INTERVISTA MISTER LUCA TURTU’

La decisione da parte della FIGC di sospendere tutte le attività del settore giovanile e scolastico è stata accolta all’unanimità da tutti gli addetti ai vivai d’Italia. Sul versante Alma, sezione in rosa, tale scelta ha interrotto il cammino d’oro intrapreso dalle ragazze di mister Turtù che, virtualmente, sono in testa alla classifica dell’U15 femminile con 33 punti, con alle spalle, a due lunghezze di distacco, la coppia umbra Perugia e Ternana. Un vero peccato per l’Alma in rosa, un’armata che ha gestito alla grande questo campionato dimostrando caparbietà, mordente e grande crescita professionale. Qualità più volte sottolineate da mister Luca Turtù, condottiero di un’impresa dal sapore unico e speciale.

Mister Turtù, è arrivato lo stop per tutte le squadre dei settori giovanili, compreso anche il campionato femminile. Scelta giusta oppure affrettata?
“Credo che sia stata la scelta migliore. La cosa più importante in un settore giovanile è valutare la sicurezza totale per le atlete. La Federazione, dopo varie riunioni, ha valutato attentamente che non c’erano le condizioni per continuare in sicurezza e vivere questi campionati e l’attività giovanile con lo spirito giusto. La situazione è abbastanza complicata e ritengo sia stata la decisione migliore da prendere da parte degli organi competenti”.

Dal punto di vista prettamente calcistico, un vero peccato per il cammino sin qui svolto dalle granata che hanno dimostrato ampiamente di poter reggere i confronto con squadre blasonate come Ternana e Perugia…
“C’è rammarico perchè ci sono un cammino, degli obiettivi prefissati ad inizio campionati, dei punti di arrivo, aspetti da migliorare che si rivelano strada facendo. Nella prima fase, ovvero nei primi 4 mesi, si erano raggiunti degli obiettivi importanti. Il percorso delle ragazze è buono, con degli ottimi risultati lavorativi, crescita del gruppo, traguardi raggiunti, step importanti centrati nelle partite di campionato. C’era tutto quello che serviva per essere sulla strada giusta. Avevamo raggiunto anche una tipologia di gioco che apparteneva alla nostra identità di squadra e volevamo confrontarci bene con realtà blasonate come Ternana e Perugia che da molti anni gestiscono il femminile: sono società da grandi piazze che hanno una crescita un po’ diversa delle atlete ed il raffronto per noi era considerevole. Come ho detto alle mie ragazze, questa non è una fine, ma soltanto un punto di arresto e non vuol dire che tutto quello fatto finora debba andar perso, specie a livello mentale. Sicuramente nel momento in cui ripartiremo – speriamo il più presto possibile – servirà un mesetto per rientrare nella nostra tipologia. Ma mentalmente, ciò che memorizzi e che porti dentro sia da esperienze negative che positive, forma il carattere di una giocatrice. Di questo ne sono pienamente convinto e molto soddisfatto del lavoro svolto finora dalla mia squadra. Abbiamo fissato un tassello importante nella nostra crescita”.

Dunque stop al calcio giocato, come si stanno allenando le ragazze?
“Le prime due settimane sono state destabilizzanti perchè abbiamo perso completamente i parametri organizzativi già effettuati da tempo. Noi abbiamo svolto l’ultimo allenamento martedì 3 marzo, da lì ci siamo arrestati e atteso la prima settimana per capire cosa stava succedendo. Dalla seconda settimana, a partire dal 10 marzo, eravamo operativi con una riunione in videoconferenza con la squadra e lo staff tecnico per gestire tale situazione internamente e capire come poter lavorare nelle varie categorie. E’ stato abbastanza semplice: oggi la tecnologia aiuta tantissimo da questo punto di vista e ci ha permesso di poter condividere una linea con le ragazze, partendo dal miglioramento di piccole lacune tecniche per arrivare al lavoro basato sul dominio della palla, gare di palleggi ed altri aspetti affrontati grazie all’utilizzo di slides, inviate di settimana in settimana alle ragazze. Ogni martedì o mercoledì, a seconda dei loro impegni scolastici, facciamo una riunione in videoconferenza dove ci confrontiamo sul lavoro svolto nei 7 giorni. Oltre alla parte tecnica, ci concentriamo sull’aspetto mentale che è importantissimo: parliamo di bambine dagli 11 ai 15 anni che sono state catapultate in uno stato di emergenza che ha stravolto completamente la loro vita, così come a noi adulti. Nella loro felicità di non andare a scuola nel primo periodo, adesso segue la fase in cui il peso della clausura comincia a farsi sentire: la mancanza dei compagni, dei professori, dell’allenamento, star loro vicini. Per questo siamo intervenuti a livello psicologico grazie all’aggiornamento costante del nostro gruppo in cui condividiamo saluti, consigli, scherzi, mantenendolo sempre attivo. Abbiamo scelto di introdurre anche la figura di una ragazza si occupa di posture. Svolgendo una vita prevalentemente sedentaria, abbiamo pensato di sviluppare un lavoro atletico in misura ridotta affinchè possano mantenere una stabilità di coordinazione e di allungamento. La vita è cambiata tantissimo e non è un gran bene data la loro giovanissima età, per cui abbiamo deciso di compensare in questo modo”.

Capitolo alimentazione: quale dieta devono seguire le nostre atlete per mantenersi in forma in questa pausa forzata?
“Nelle slides forniteci dalla Federazione, abbiamo inserito una competenza sull’alimentazione che segue un lavoro già espresso durante l’anno, riguardante il pre e post allenamento ed il pre e post partita. E’ un metodo utile non solo per gestire la parte atletica ma anche per una cultura alimentare delle ragazze nella vita di tutti i giorni. Oggi passiamo la maggior parte del tempo in casa, facciamo meno sport fisico, meno attività e dobbiamo regolare il livello di alimentazione. Non si parla di una dieta vera e propria: le ragazze hanno un metabolismo accelerato dovuto anche allo studio a cui si dedicano quotidianamente, ma una linea per saper mangiare. Le atlete rispondono bene, si comportano in un certo modo, sono responsabili e consapevoli, grazie anche all’aiuto a casa dei genitori che fanno rispettare le linee guida”.

Un messaggio che vuole lanciare alle sue ragazze?
“Le mie ragazze sanno quello che penso, glielo ripeto ogni volta. Le ho ringraziate privatamente appena ho saputo del comunicato relativo alla sospensione dei campionati. Credo che in questi 6 mesi i traguardi raggiunti siano importantissimi. Non sono visivi perchè non ci sono coppe, acclamazioni, ma sono evidenti. Eravamo nel posto giusto in classifica dove dovevamo essere, ci siamo confrontate con realtà importanti, siamo uscite a testa alta ma anche a testa bassa, senza nessun rimpianto. Eravamo consapevoli di quello che dovevamo fare nel girone di ritorno e siamo partite con il piede giusto. In allenamento siamo cresciute di volta in volta, ad ogni seduta abbiamo alzato l’asticella, ampliando le difficoltà ed andando a toccare delle situazioni nuove. Per un allenatore vedere in settimana o nel corso della partita stessa dei cambiamenti importanti delle proprie atlete vuol dire aver lavorato in in certo modo ed essere sulla strada giusta per poter migliorare. E’ tutto fantastico. Loro sanno che questo è un punto d’arresto, non la fine. Ora c’è da combattere una partita più importante come loro sanno benissimo, la partita della salvaguardia della salute di tutti noi, dei nostri nonni che sono il patrimonio più importante della nostra vita e delle nostre generazioni e lo sport ci avvantaggia in questo. Noi siamo donne e uomini di sport: sacrificio, rispetto, regole, disciplina, organizzazione sono fondamentali per raggiungere i traguardi essenziali. Dobbiamo resistere ancora un po’ ed essere pronte nel momento in cui tutto tornerà alla normalità o alla seminormalità. Con le scarpette in mano ed un pallone sotto il braccio saremo attive per tornare a correre su un prato verde. La cosa che più mi manca il contatto con loro, specie visivo: tra allenatore e giocatrice basta uno sguardo per capire la complicità che c’è nello sport, per noi, più bello del mondo e che non è solo il gioco del calcio, ma tutti gli aspetti che esso comprende. Alle mie ragazze dico di tenere duro chè tutto passerà e torneremo il prima possibile a toglierci molte altre soddisfazioni come è giusto che sia”.

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