RIPRESA ALLENAMENTI, INTERVISTA MISTER FONTANA

I tre punti messi in cassaforte ad Imola rappresentano un piccolo ma significativo tassello per la salvezza. Una vittoria sudata, giunta nei minuti finali del secondo tempo che ha mandato in visibilio tutti i sostenitori fanesi, che hanno espresso la loro approvazione con tutta l’energia in corpo.
A tornare sul match di domenica scorsa al Galli è mister Fontana che, a freddo, analizza così il match: “Per me il calcio è comunicazione: quando uno calcia la palla comunica qualcosa. Utilizzo questa frase che semplifica il concetto: la palla non ha la bocca ma parla. Un passaggio sbagliato è l’espressione di un’emozione che viene avvertita da chi gioca, chi guarda la partita, dall’avversario. Nei primi minuti non abbiamo espresso il nostro modo di fare calcio e ciò è stato avvertito dall’avversario che ha preso coraggio, forza ed ha capito che in quel quarto d’ora poteva farci male. E’ andata bene perchè siamo riusciti a bypassarlo. Le mie tonsille stanno gridando vendetta (ride, ndr) però forse qualche urlo è arrivato in campo e ci siamo rimessi in riga. Appena siamo rientrati, abbiamo fatto la nostra partita provocando grossi problemi prima del gol e quando crei tante occasioni devi essere lucido non nella fase finale ma nella decisione di fare il passaggio giusto, interpretare il momento adatto. Questo è il massimo che si possa chiedere a questa squadra. Se si chiede tanto è perchè loro mi stanno dando la possibilità di farlo e dobbiamo continuare a lavorare a testa bassa e miglorare su tante cose che a voi passano come non note particolari ma per me sono molto significative e continuiamo a lavorare”.

Sulla classifica: “Gratifica il lavoro che si fa. Non voglio risultare banale, ma bisogna guardarla con attenzione, capire che se si sono fatti dei passi in avanti c’è il lavoro ma questo è merito dei ragazzi. Deve motivare ancora di più per dedicarsi agli errori”.

Sull’utilizzo degli under in campo, ben 4: “Con me nessuno è titolare e mai ci sarà nulla di stabilito. Quando noto qualcuno che possa darmi quella freschezza di cui ho bisogno come Sarli è giusto che vada in campo e si giochi le sue chance. Ovviamente mi ha fatto piacere la sua prestazione e di chi è subentrato perchè tutti devono avere la possibilità di poter assaggiare il campo anche per un solo minuto. Questo vuol dire essere dentro ai loro progetti non al mio, ai loro sogni, perchè il loro sogno passa anche attraverso un minuto di gara e loro lo devono condizionare ogni giorno”.

Sul prossimo avversario, il Rimini: “Domenica sarà una partita dura, difficile, un avversario che, numeri alla mano, non rende il valore della squadra così come quella dell’Imolese, che ha una classifica che non merita. E’ una partita importante per noi e per la gente; cercheremo di fare la nostra gara e far arrivare la nostra emozione perchè, come dico sempre, è quello che crea il collante tra noi e la gente che ci sostiene e viene a a vederci. E’ estremamente bello vedere tutto quell’entusiasmo al triplice fischio finale. Il tifo è un patrimonio che non vogliamo assolutamente disperdere, anzi. Vogliamo e dobbiamo alimentarlo. Ma questo deve riguardare noi: dobbiamo essere noi a trascinarli, a portarne ancora di più allo stadio affinchè questo legame possa crescere ancora di più e consolidarsi. Quando si lavora con l’euforia come quella di domenica può venir fuori qualcosa di interessante. Ma solo dopo che abbiamo fatto quello che dovremo fare in campo”.

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