INTERVISTA DT GIOVANNI MEI

Direttore, è uscita ieri la notizia della Lega relativa al rinvio delle due gare per l’allarme Coronavirus. Secondo Lei è stato giusto sospendere il campionato?
“Non sono la persona più idonea per dare un giudizio su questo, ma sicuramente con l’allarme e le paure che ci sono in giro da parte di tutti, tifosi, giocatori, familiari, prendere qualche precauzione in più non guasta. Anche se non ritengo possa essere una situazione così breve nel caso fosse grave, nè così grave per essere di breve durata”.

A tal proposito, c’è stata l’accortezza da parte della dirigenza granata di informare giocatori e staff sui rischi del Coronavirus.
“Quando le cose non si conoscono, quando c’è così tanta confusione nelle informazioni che si passa da un estremo all’altro, un po’ di apprensione e di paura vengono alla luce.‍ Ieri, prima della seduta di allenamento pomeridiano, il dott. Stefanelli ha tranquillizzato giocatori e staff spiegando loro la situazione che non è ancora ben definita e le precauzioni da adottare per evitare contagi e diffusione”.

Tornando al calcio giocato, vittoria importante quella di sabato scorso qui al Mancini contro l’Imolese.
“E’ stata una partita da ultima spiaggia, è chiaro che se non avessimo vinto la situazione si sarebbe fatta molto più difficile. Il discorso è semplice: questa partita, oltre che da un punto di vista della classifica e dei tre punti, vera iniezione di fiducia, dà morale e soddisfazione ai ragazzi che hanno sempre creduto e ci credono. I giocatori hanno consapevolezza delle loro qualità ed in virtù di ciò sono riusciti a battere gli avversari in un match essenziale dove gli equilibri sono molto sottili”.

Si è avvertita una certa discrepanza all’interno della tifoseria: da un lato i supporters hanno incitato ed applaudito i giocatori, dall’altro continuano a contestare la proprietà. Cosa ne pensa di questa situazione?
“Non vorrei nè offendere nè biasimare nessuno per le proprie scelte di cui è libero e responsabile. Sia la squadra che la società stanno vivendo un periodo delicatissimo. Abbiamo giocato e vinto con l’Imolese soffrendo; non dobbiamo illuderci che se dovessimo vincere qualche altra partita non ci sia da lottare. Questo lo sappiamo da mesi. La contestazione verso il Presidente e la società, soprattutto dopo una vittoria ed a tre giorni dalla partita della vita contro il Rimini mi è sembrata fuoriluogo e fine a se stessa. Io sono di Fano, conosco molti fanesi, non ho difficoltà a parlare con nessuno e ritengo che sia ristretta a chi l’ha fatta. Secondo me un Presidente che per 10 anni ha mantenuto una squadra di calcio a lottare per la Lega Pro fino ad ottenerla, vuol dire che è un Presidente che ha a cuore la società. Il Presidente Gabellini ci ha portati in C e sono convinto che la stragrande maggioranza del pubblico di Fano sia più contenta di fare un campionato a livello professionistico come quello che stiamo disputando, seppur soffrendo, piuttosto che giocare nei campi di provincia nelle categorie inferiori. Contestare l’unica persona che finora ci garantisce di poter continuare a fare calcio a Fano è assurdo. Rispetto le opinioni di chi lo fa ma non vorrei che si generalizzasse. Gli striscioni contro Gabellini sono l’espressione di una manciata di tifosi che non rendono onore ad un imprenditore stimato e rispettato da tutti, sia in ambito lavorativo che calcistico, come Gabellini. Sembra che tutta la città sia contro Gabellini e non è così, bisogna essere realisti. Come qualcuno ci ha contestato, qualcun altro ci ha applaudito, ci ha sostenuto e io li ringrazierò sempre. Chi vuole bene all’Alma non può contestare, in un momento così, la proprietà. E’ necessario comprendere che qualora il Presidente decida di lasciare la società, il calcio a Fano finirebbe. Non c’è nessuna cordata, nè imprenditore disposto a rilevarla. Lavoriamo con le risorse a disposizione in maniera seria ed appassionata. E’ chiaro che qualcosa si possa sbagliare, solo chi non fa non sbaglia. Ma non si possono contestare la buonafede e la sincerità di una persona che ha espresso la sua intenzione di farsi da parte e di garantire una sponsorizzazione. E’ un voler male al Fano, specie ai giocatori che stanno dando l’anima da luglio. Si poteva fare meglio? Può darsi, nessuno è perfetto e gli sbagli si possono commettere. Di questo possiamo discuterne, ma contestare il Presidente mette anche in cattiva luce tutta la città. Mi preme aggiungere un altro aspetto molto importante: grazie agli sforzi del Presidente, il Responsabile del Settore Giovanile Matteo Roguletti, ha un vivaio che sta crescendo in maniera esponenziale e che, in futuro, potrebbe rientrare nell’ottica della prima squadra. Ci sono dei presupposti importanti ed una proprietà che, presa nel modo giusto, può continuare a far vivere il calcio a Fano, un patrimonio di tutti, una città che vive per il calcio. Se chi contesta vuole davvero bene al Fano e non al Presidente, non può farlo prima di una partita importante come quella contro il Rimini. Il calcio è quando salvarsi diventa un trionfo; in questo campionato abbiamo vinto contro il Padova, contro il Cesena, momenti che i tifosi hanno vissuto perchè in Lega Pro grazie a Gabellini. Se nel calcio non riconosciamo che ci sono dei compiti ed ognuno ha la sua area di competenza, siamo allo sfascio. Se chiunque può decidere quali giocatori comprare o quanto spendere è finito tutto. Non è giusto che i contestatori pretendano che tutta la città sia schierata con loro perchè non è così. Bisogna essere riconoscenti a chi investe nel calcio perchè chi mette la moneta è chi ci permette di poter ancora seguire il calcio qui a Fano. Io sono convinto che sia una cosa molto ristretta perchè conosco i fanesi e so che amano il calcio. Continuare a contestare per me è darsi la zappa sui piedi, con il rischio che il Presidente molli tutto ed il calcio a Fano scompaia”.

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