INTERVISTA AD ENRICO BALDINI

Riavvolgendo il nastro dei ricordi nella gara contro il Vicenza, il magnetofono granata si sofferma all’azione dell’8′ del primo tempo. Ripartenza fanese capeggiata dall’infaticabile Parlati che sbroglia per un braccato Paolini, lesto nel pensiero e nei piedi a scaraventarla all’accorrente Baldini che la conduce al porto sicuro, l’area avversaria. Da lì il tocco fatale per l’astuto Said a buttarla nel sacco. Ma quel che rimane più impresso negli occhi e nel cuore dei tifosi accorsi a Vicenza, esplosi in un grido di giubilo, è l’abbraccio tra il funambolo massese ed il talento puteolano condensato in un fotogramma, espressione massima di chi ha lavorato, ci ha sempre creduto ed ha messo in atto quegli insegnamenti provati e riprovati in settimana. Un gol di pregevole fattura da addebitarsi alla costruzione di un’azione corale. Chi in primo, chi in secondo piano, ognuno con le proprie valigette attrezzate ha contribuito a cucire su misura l’abito giusto per sbloccare una partita che sulla carta sembrava essere proibitiva. Eppure l’Alma è stata ad un passo dal colpaccio nel bunker della capolista Vicenza che, nel secondo tempo, ha ribaltato le sorti del match, nato sotto l’auspicio migliore per i granata.

“Il primo tempo lo abbiamo giostrato noi, andando in rete e mantenendo alta la concentrazione senza lasciare spazi – commenta a freddo l’esterno toscano Baldini – . Ho visto un Vicenza in panne, stessa sensazione che hanno avvertito i loro giocatori con alcuni dei quali ho avuto modo di parlare dopo la gara. Nel secondo tempo abbiamo abbassato il ritmo e sofferto fisicamente il campo, per via anche della pioggia incessante che rendeva pesante il terreno di gioco. Inoltre l’entrata in campo di cinque giocatori offensivi biancorossi ci ha messo in difficoltà in diverse occasioni, bloccando le nostre ripartenze”.

Baldini è uno dei giocatori più in forma della rosa: dal suo piè rapido, nelle ultime due partite contro Piacenza e Vicenza, sono scaturiti due tocchi di classe che hanno messo fuori uso i baluardi avversari e scagliato in porta Parlati e Said. “Personalmente non sta andando male, ma io metto sempre al primo posto la squadra. Anche se ho qualche gioia personale, si affievolisce subito perchè finora non ha fruttato punti alla squadra”.

Contro il Vicenza, mister Fontana ha messo in campo un 4-3-1-2 che ha esaltato le doti del calciatore apuano: “Mi sono trovato molto bene. Già nel 4-3-3 quando vedevo che c’era poco spazio sugli esterni cercavo di sfruttare le porzioni di campo libere per poter spingere. A me piace molto giocare dentro e con l’utilizzo del modulo di Vicenza ho un po’ più libertà di movimento e mi sono adattato molto facilmente”.

Peccato, però, che la gara non si sia conclusa come le premesse avevano fatto ben sperare: “Credo sia più un pensiero inconscio: siamo consapevoli del fatto che stiamo attraversando un momento strano, in cui tutto sembra prendere una strada accidentata. D’altra parte siamo anche molto giovani ed entrando in campo c’è sempre la voglia di giocare al massimo con la spensieratezza tipica di chi ha la nostra età. Quando però le partite si mettono in un certo modo, il pensiero inconsciamente va a finire lì. Sono 7 partite che ci riprendono e soffriamo ed è una situazione che dobbiamo sconfiggere perchè bisogna portar punti”.

Domenica contro la Fermana, l’Alma è chiamata al riscatto. Senza se e senza ma. “E’ uno scontro diretto per noi, così come lo saranno tutte le gare da qui fino alla fine del campionato. Detto ciò, è una partita, questa, che non va preparata come se fosse l’ultima spiaggia, altrimenti rischieremmo di essere vittime di paranoie che, causando uno stato di ansia, nervosismo e tensione, nuocciono al buon rendimento della gara. Non dobbiamo lasciarci trasportare dalla negatività; bisogna rimanere concentrati ed evitare gli errori che ci stanno conducendo alla sconfitta, fare la nostra partita come stiamo facendo sempre e cercare di dare quel quid in più perchè quello che stiamo facendo adesso non basta”.

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