INTERVISTA A ROBERTO MARINO

Uno degli ultimi giocatori a far rientro nella propria residenza è Roberto Marino. Ben 11 ore di macchina, vari controlli prima dello stretto con misurazione della febbre annessa. “Durante il viaggio mi sono imbattuto in una serie di controlli, ma per fortuna tutto bene. D’altronde, visto il momento dal quale ancora non siamo usciti, è giusto usare questo pugno di ferro, altrimenti si rischia di incappare di nuovo nella situazione del mese scorso”.

Il centrocampista, prima dell’ultimo DPCM, ha trascorso il periodo di clausura con i difensori Ismaila Diop e Riccardo Gatti. “Con Isma ci siamo salutati lunedì, lui ha preso il treno per fare ritorno a casa. Sia lui che Ricky mi mancano un sacco, è stato un dispiacere averli lasciati”. Il forte legame tra i ragazzi di mister Alessandrini si palesa in ogni singola intervista. Una coesione che si manifesta anche nelle sedute di allenamento collettive, dove i ragazzi non perdono occasione, prima dello start, per scherzare e fare battute. Marino e Gatti, prima dei rispettivi rientri, erano soliti apparire insieme, dal momento che hanno condiviso questo lungo periodo quarantena tra le stesse mura domestiche. “Oltre ad allenarci insieme, passavamo il tempo cucinando, guardando un film, sul terrazzo. Ricky era solito imbracciare la chitarra e cantare, in questo modo abbiamo fatto amicizia anche con i vicini di casa: una signora ballava al ritmo delle nostre canzoni! In cucina Ricki è il più bravo. Alla lettera abbiamo seguito i consigli alimentari del prof. per cercare di mantenere la forma fisica in abbinamento all’allenamento, per cui spazio a verdure, lenticchie e zuppe di ceci. E stato piacevole trascorrerlo insieme a lui, almeno potevamo Un sacco, Isma era partito lunedì ci siamo salutati e lui ha preso il treno, con Ricky mi sono trovato bene in casa. E’ stato un modo anche per mandare avanti le lancette e svagarsi un po’”.

Sulla sospensione del campionato, il centrocampista granata appoggia la decisione dell’Assemblea di Lega Pro. “Credo che sia la soluzione migliore. Tornare a giocare la vedo dura, siamo stati tre mesi senza campo, quindi toccherebbe fare una mini preparazione e ricominciare dopo tre o quattro settimane non è facile. Ho letto che negli allenamenti dei calciatori di Serie A si sono verificati numerosi infortuni, quali stiramenti al flessore o al quadricipite e credo che sia una conseguenza del lungo stop che ne è derivato. Sì, l’allenamento in casa c’è stato, ma non è la stessa cosa che farlo sul campo, non è paragonabile al provare uno scatto per recuperare un pallone o al disputare una gara. Se ci diranno che si dovrà tornare a giocare lo faremo, ma credo che, anche per via del protocollo molto rigoroso e per tutta la trafila da attuare, sia molto difficile in Serie C”.

Tra le varie decisioni dell’Assemblea c’è anche il blocco delle retrocessioni. “Certo, la salvezza sul campo ha tutto un altro sapore. E’ come quando sei immerso e l’acqua ti arriva al petto: hai paura di affogare ma quando riesci a metterti in salvo è una gioia immensa. E’ un’emozione che non siamo riusciti a provare anche se, ripensando all’ultima gara contro l’Imolese, l’esplosione di felicità nel finale rappresenta il mio pensiero. E’ stata una partita dura, sofferta, ma l’abbiamo portata a casa. Poi avremmo avuto il Rimini e magari racimolando un’altra vittoria od un pareggio, avremmo messo ulteriore fieno in cascina, smosso la classifica in nostro favore e magari cambiato le sorti del campionato”.

Quanto manca il calcio giocato? “Tanto, mi mancano gli allenamenti, lo spogliatoio, scherzare con i ragazzi, far rosicare qualche compagno di squadra, la partita della domenica, i ritiri, vivere la partita con il pensiero di quale sarebbe stato il risultato finale, l’adrenalina che ti carica nel tunnel prima di entrare in campo, l’ansia che ti porti dentro. Credo che sia un po’ il pensiero condiviso da tutti i miei compagni di squadra”.

Sul ricordo più bello della stagione, Marino non ha dubbi. “La partita di Cesena, quella del riscatto. Venivamo da un tunnel di 8 sconfitte consecutive dal quale sembravamo non trovare la luce. Tutto andava nella direzione contraria alla nostra. Invece siamo riusciti a spazzare via quel periodo no contro una grande squadra, in uno stadio storico ed un pubblico di Serie A. C’è da dire che, tutto sommato, contro le favorite non abbiamo sfigurato, ce la siamo sempre giocata fino in fondo e, in casi come contro il Padova, abbiamo anche ottenuto bottino pieno”.

Tra le promosse in B c’è anche l’ex squadra di Marino, la Reggina, con il quale il caparbio mediano granata ha disputato due stagioni ed il ritiro pre campionato di quest’anno: “Ho giocato per due anni a Reggio, una città che mi ha dato tanto e una squadra nella quale sono cresciuto anche a livello professionale. Sono contento per loro e per i tifosi perchè è una formazione che ha dimostrato sul campo di meritarsi il salto di categoria vincendo anche degli scontri importanti contro grandi piazze che puntavano al vertice”.

Sul suo futuro, Marino non si sbilancia: “Qui a Fano sono stato davvero bene, una città bella ed ospitale. Ho incontrato un bellissimo gruppo di ragazzi con il quale mi sono trovato subito a mio agio. Tutto dipende da come si evolve la situazione, cosa deciderà il Consiglio Federale, se accettare o meno la decisione dell’Assemblea”.

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