INTERVISTA A RICCARDO BARBUTI

Era quasi fatta. L’Alma era ad un passo dall’aver accapparrato una lunghezza utile per risalire la china e che avrebbe conferito forza e coraggio agli uomini di mister Fontana. Ma allo scoccare dei minuti regolamentari il Modena ci ha messo lo zampino, vanificando un risultato ormai accreditato. Un vero peccato per i granata, che avevano lottato per tutta la gara alla conquista di quel punto – a tratti punti – che meritavano. Lo meritavano i ragazzi, lo meritava il mister coadiuvato da tutto il suo staff che hanno lavorato alacremente ed incessantemente su ogni singolo dettaglio, lo meritavano i tifosi, impagabili, imperterriti, a sostenere i propri beniamini sugli spalti del Braglia, circondati dal frastuono di una tifoseria locale che, al contrario, era in rivolta contro la propria squadra.
E per chi era presente è impossibile dimenticare la zampata di Barbuti, modenese doc nonchè ex di giornata, che ha infilato Gagno, sotto lo sguardo attonito dei gialloblu a cui ha fatto da contraltare l’urlo dei presenti fanesi.

Quelle braccia rivolte al suo pubblico, quella voglia di scacciare via i fantasmi di un gol che sembrava non arrivare mai, la gioia dei compagni a capannello, un digiuno finalmente interrotto. Riccardo Barbuti commenta così quella rete che, fino al 90′, aveva spazzato l’ondata di negatività. “Modena è la mia città a cui sono legatissimo. Ci tengo a sottolineare che non ho esultato perchè ho un grande rispetto verso la mia città e soprattutto per la società, a cui devo tantissimo, che mi ha prelevato dai campi dell’oratorio e mi ha aiutato nella crescita del professionismo. Ero molto emozionato prima di entrare in campo. Quando ero con il Sassuolo avevo fatto anche l’esordio in Serie B proprio contro il Modena. Per me quella città, quei colori valgono tantissimo e sono felice di aver fatto gol perchè è stata un’emozione bellissima”.

L’attaccante emiliano si sofferma sul match appena trascorso: “Dispiace aver perso una partita così, ancora una volta, per un errore evitabile. Un punto ci avrebbe dato sicuramente morale ed ulteriore fiducia in noi stessi. Abbiamo anche avuto le occasioni per poter andare in vantaggio e questo è un aspetto più che positivo. Ora è necessario lavorare in settimana sulla parte negativa che sta inducendo a non portare fieno in cascina. Bisogna concretizzare di più le occasioni usando cinismo e cattiveria e prendere meno gol”.

E l’azione di riscossa passa attraverso la gara di domenica prossima contro il Piacenza: “I biancorossi sono una squadra costruita per andare in B, una formazione ben allestita che verrà nel nostro rettangolo verde per fare la sua gara, ma noi daremo filo da torcere perchè non siamo la vittima sacrificale di nessuno. Dobbiamo far capire ai nostri avversari fin dai primi minuti che per portare a casa dei punti dal nostro campo devono sudare perchè sarà una battaglia”.

Oltre allo stop da applicare alla serie negativa, c’è da sfatare anche il tabù del Mancini: “In questo momento le chiacchiere hanno poca importanza. Bisogna agire: con l’azione dobbiamo riuscire a vincere in casa e ritornare a dare entusiasmo ai nostri tifosi che ci sono sempre vicini. La vittoria è fondamentale per tutti noi e ne abbiamo bisogno come il pane”.

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