IL RITRATTO DI… SIMONE VITALI

Al suo ingresso negli spogliatoi, un solo grido s’intona: “Maradò, Maradò”. Un appellativo che, in effetti, dando un fugace sguardo ai tratti somatici, calza a pennello a Simone Vitali, magazziniere dell’Alma. Anche lui, come El Pibe de Oro, un passato da calciatore: “Giocavo in difesa o a centrocampo. Qualcuno mi battezzò Diego, soprnanome dovuto alla somiglianza, ma non mi ricordo chi fosse!”. Scartabellando tra le foto, ce n’è una di Simone con la maglia del Napoli, sponsor tecnico Buitoni di metà anni ’80, gli anni d’oro de “La mano de Dios”.

E da lì il tuttofare granata ripensa al suo passato da amante del cuoio: “Ho iniziato giocando a calcio nella Delfino dove sono cresciuto. Da lì ho militato, in sequenza, nelle società limitrofe del territorio in Seconda Categoria fino ai 30 anni. Poi sono sopraggiunti problemi derivanti dalla poca compatibilità tra il lavoro e gli allenamenti. E’ stato un grande sacrificio ma aper un po’ ho stretto i denti ed ho alternato dovere e piacere. Fino a quando il mio ginocchio ha deciso per lo “stop forzato” e lì ho dovuto abbandonare. Per un paio d’anni ho praticato il calcio ad 8 disputando solo la partitella ed ho consolato così la mia voglia di giocare a calcio”.

Come nasce la passione per l’Alma? “Era il lontano 24 maggio 1981 ed avevo 11 anni. Era la prima partita che andavo a vedere, mi ricordo che quel Fano arrivò terzo in classifica ma perse lo spareggio a Cremona. Era un Fano – Triestina dove a spuntarla fu l’Alma per 1-0 con un gol di Edmondo Mochi. Da quel momento non ho smesso più di andare allo stadio, dando voce alla mia passione e, domenica dopo domenica, mi davo appuntamento con i miei amici per esser sempre presente”.

La partita che ricordi con più affetto? “Fano-Gubbio del 25 marzo 1990 vinta per 1-0 con rete di Mainardi. In quella stagione lì (1989/90, ndr) vincemmo il campionato di C2 e l’anno successivo disputammo un campionato strepitoso con Guidolin in panchina. Avevamo tanti giocatori forti, molti dei quali sono saliti di categoria, su tutti Dario Hubner. Un’altra gara che porto nel cuore è la finalissima per la promozione in C1 contro la Civitanovese del 27 giugno 1985 sul neutro del Renato Curi di Perugia. Ai tempi regolamentari il tabellino si fissò sullo 0-0, ma ai rigori sorpassammo i rossoblù per 5-4, con rete decisiva di Valentini. Eh sì, quella gioia lì me la ricordo proprio bene! (ride, ndr)”.

Dagli spalti all’interno dello spogliatoio, un sogno che si è tramutato in realtà. “Sì, è proprio così. E’ sempre bello stare con i giovani, ridere e scherzare con loro. Qualche volte mi incavolo ma sono tutti degli ottimi ragazzi a cui non posso rimproverare nulla. E se sono qui lo devo a Matteo Roguletti che ringrazio per avermi proposto il ruolo di magazziniere. Era il 2015 quando sono rimasto senza lavoro a causa della crisi e lui, che già conoscevo da tempo, mi diede l’opportunità di fare l’autista dei ragazzi del settore giovanile. E quest’anno è arrivato il passaggio in prima squadra e sono felicissimo”.

Nella trasmigrazione da tifoso a magazziniere, Simone ha avuto modo di conoscere i calciatori recenti e passati che hanno fatto la storia dell’Alma: “Hubner, Cornacchini, Mainardi, Thiam, Fioretti, Germinale, Filippini, Sosa.. con loro ho stretto un ottimo legame, così come con tutti quelli che ho conosciuto e con i quali ho condiviso attimi, momenti, situazioni che ci hanno unito”.

Un aneddoto particolare? “La superstizione di Germinale. Eravamo al Menti di Vicenza ed ero in attesa che tutti uscissero dallo spogliatoio per chiuderlo. Prima di fare l’ingresso in campo per il riscaldamento, vedo Domenico tornare dentro e posizionarsi al suo posto. Lì c’erano tre paia di scarpe di sua proprietà, le ha prese ed allineate in maniera perfetta in modo tale che fossero una parallela all’altra. Un rito scaramantico che mi è rimasto particolarmente impresso”.

Nel frattempo, Simone prepara lo spogliatoio per la seduta di allenamento del giorno successivo e si lascia andare: “Mister Alessandrini già lo conoscevo e con lui ho un ottimo rapporto, siamo entrati subito in sintonia. I ragazzi sono meravigliosi, ognuno a modo suo contribuisce a rendere positivo il clima all’interno del gruppo. Inoltre sono anche molto bravi e chissà che qualcuno non ce lo ritroveremo in Serie B”.

Ed il rapporto con le lavatrici? “Stupendo! Quando mi arrabbio non mi rispondono e le mando a quel paese! E loro sono brave a rimaner zitte (ride, ndr)!”.

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