CONSIGLIO FEDERALE, LA PAROLA AL DOTT. SANCHIONI

Dott. Sanchioni, il consiglio federale ha optato per la ripartenza dei 3 campionati professionistici. Una decisione che non prende affatto in considerazione la perplessità espressa all’unanimità da voi medici di Serie C.
“Si, purtroppo la FIGC non ha preso in considerazione tutte le perplessità e difficoltà per la ripresa del campionato di Serie C esternate dai Presidenti e responsabili sanitari che il Presidente Ghirelli ha elencato in un documento ufficiale: in Lega Pro il protocollo non è attuabile. Questo, a mio avviso, testimonia una profonda frattura tra la FIGC e Lega Pro e forse anche all’interno dei vertici della Lega Pro stessa”.

Il prof. Castellacci ha dichiarato che “la ripresa della Serie C, con questo protocollo, è un’ipotesi irricevibile”. È d’accordo?
“Sono d’accordo con quanto dichiarato dal Prof. Castellacci, in particolare sulla responsabilità civile e penale che ricade su noi medici responsabili, difficoltà ad eseguire i tamponi ed i test sierologici settimanali e gestire una burocrazia sanitaria molto complessa che in questa fase non ci trova pronti”.

Voi medici state valutando le dimissioni in caso di ripresa forzata?
“Tutti i colleghi del nostro girone, con i quali mi sento quotidianamente, siamo disposti ad iniziative clamorose che possono arrivare fino alle dimissioni collettive, anche se auspichiamo che la Federazione valuti la situazione e riveda i protocolli e, soprattutto, crei uno scudo per i responsabili sanitari”.

Qualora il protocollo per la C risultasse più “blando”, rispetto a quello di A e B, ritiene comunque che sia inapplicabile in C?
“Non credo che si possa emanare un protocollo “più blando” per la Serie C in quanto ritengo che la tutela della salute dei giocatori debba essere garantita a tutti in egual misura. Se però la gestione della Serie C, per l’aspetto Covid-19, non è equiparabile alla Serie A ed alla Serie B, la FIGC deve prendere atto di quanto ha dichiarato il Presidente Ghirelli per quanto riguarda l’inapplicabilità dei protocolli e l’impossibilità alla ripresa del campionato. Se cosi non fosse, sarà la stessa FIGC che dovrà assumersi la responsabilità dei vari problemi che ne possano conseguire. Nutro una lieve fiducia perché nelle ultime ore il Presidente Gravina ha dichiarato: ‘Per questo il percorso che abbiamo tracciato prevede la ripresa regolare se nelle prossime settimane i protocolli diventano applicabili'”.

Secondo Lei, il consiglio del 28 maggio potrebbe essere l’occasione giusta per far valere le vostre perplessità?
“Il 28 maggio, ma forse anche i primi di giugno, potrebbero essere i tempi maturi per una decisione definitiva. Confido molto nell’intervento deciso del Governo qualora il consiglio Federale non decida nel merito”.

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