CONSIGLIO FEDERALE, LA PAROLA AL DG GRANATA SIMONE BERNARDINI

Sull’esito del Consiglio Federale svoltosi ieri a Roma, che prevede il ritorno in campo di Serie A, B e C, il DG dell’Alma Juventus Fano Simone Bernardini ha così commentato:

“Parto dal presupposto che nessuno ha tempo da perdere e quando impiego una giornata per partecipare all’Assemblea di Lega Pro dove stravince la maggioranza dei Presidenti con 52 voti su 54 (a cui si aggiungono 5 astenuti e la Juventus U23 che non rientra nel computo), compreso il Monza di Berlusconi, che decide per la chiusura dei tornei, blocco delle retrocessione, blocco dei ripescaggi e prime tre promosse e quanto stabilito non viene nè ratificato nè preso minimamente in considerazione, ci si sente presi in giro. Non parlo a nome del manager in questo caso, ma dei Presidenti, che sono prima di tutto imprenditori che alimentano il mondo del calcio e senza i quali questo sport non esisterebbe più da anni, soprattutto nelle categorie che vanno dalla serie C in giù. Questa è la cosa che più mi offende e che chi di dovere dovrebbe comprendere. Oggi noi come società siamo ancora più scettici sul futuro, pieni di incertezze. Sappiamo che si deve riprendere il campionato anche se la data di inizio ancora deve essere stabilita, però conosciamo la data di conclusione, ovvero il 20 agosto. Ma nel frattempo, i contratti come vengono normati? Qualcuno giuridicamente è in grado di spiegarci come fare per quelli in scadenza?
Mi riservo di parlare con il Presidente Gabellini e con il responsabile sanitario dott. Sanchioni per impostare la direzione societaria ma la delusione è grande. Purtroppo, non vengono presi in considerazione gli imprenditori, gli unici, in questo momento, da tutelare, perchè in serie C i più bravi perdono “solo” centinaia di mila euro. Non solo, tra le varie leghe la Serie C è quella con minori introiti e con gli stessi costi della serie A e ci sentiamo assai svantaggiati rispetto alle altre categorie (non mi riferisco solo alla A e la B) che hanno entrate molto più corpose delle nostre.
Sperando in un’inversione di tendenza, ritengo quanto ipotizzato e definito ieri possa assolutamente essere ribaltato dal ministro Spadafora e dal Presidente del Consiglio Conte: il vero e proprio abuso di potere non è accettabile in un Paese democratico in quanto, ribadisco, pochi giorni fa, sulla base complessiva delle 100 società professionistiche, 52 Presidenti su 54, dunque, più della metà, hanno optato per una posizione civile e manageriale più idonea all’attuale periodo che stiamo vivendo, soprattutto, nel pieno rispetto degli oltre 35 mila morti (e loro familiari) che la nostra Italia purtroppo conterà.
La presa di posizione della FIGC, inoltre, oltre a violare il principio democratico del rispetto delle decisioni assunte da una delle sue Leghe, comprometterà anche la stagione successiva che avrà inizio il 1 settembre 2020. Campionato di cui, ad oggi, non abbiamo alcuna indiscrezione riguardo format, modalità e meccanismi vari. In tutto ciò, come arriveranno i Presidenti alla vigilia del prossimo campionato? Qui si rischia un’ecatombe vera e propria se non si cercano di comprendere le difficoltà, gli sforzi ed i sacrifici dei club di Serie C. Tutti i Presidenti si impegnano a garantire un futuro alla propria azienda calcistica attraverso politiche di salvaguardia e tutela ma, di contro, c’è chi le spazza alle ortiche, mettendo a serio rischio una fetta importante di imprenditori che sono linfa vitale per questo sport”.

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