MATTEO ROGULETTI PER IL QUINTO ANNO ALLA GUIDA DEL SETTORE GIOVANILE GRANATA

Quinto anno consecutivo alla guida del settore giovanile dell’Alma Juventus Fano di cui i primi due in qualità di responsabile organizzativo e gli ultimi tre nelle vesti di responsabile effettivo. A soli 32 anni da poco scoccati Matteo Roguletti ha accumulato tanta esperienza nel vivaio granata. Quel settore giovanile in cui tanto crede e che nel corso degli anni gli ha regalato delle innumerevoli emozioni. Fresco di rinnovo biennale, Matteo, alla domanda sulla permanenza alla guida della cantera della sua città natale, risponde : “Sono contento di restare, l’Alma è sempre stata la mia prima scelta e sono orgoglioso di portare avanti il lavoro fatto negli ultimi quattro anni, dandogli continuità. Ecco, credo proprio che la parola chiave sia “continuità”: se si ha un progetto a lungo termine, la costanza e l’assiduità possono far raggiungere piccoli traguardi. I risultati conquistati lo scorso anno sono figli della perseveranza, elemento vitale per un settore giovanile, alimentato costantemente da persone che lavorano e credono in esso. Ed è grazie alla coesione ed alla sinergia che si creano all’interno di un ambiente che il progetto va avanti e funziona“.

Roguletti sottolinea l’operazione “fidelizzazione con il territorio” messa in atto in questo ultimo lustro. “Abbiamo riconquistato credibilità nel territorio e nei comuni limitrofi grazie alla proficua collaborazione con le realtà del pesarese e dell’anconetano. Il risultato da sottolineare è proprio questo. Altro tassello importante è da individuarsi nell’Accademia Granata, la scuola calcio, che ci ha permesso di avvicinare i nostri piccoli del circondario e reperire eventuali calciatori da “crescere in casa”. Lo scorso anno abbiamo raggiunto la semifinale U15 ed è un risultato storico, mai raggiunto prima nella storia dell’Alma che ci rende fieri dei nostri ragazzi. Altro obiettivo è stato il quarto di finale con l’U16, così come la cessione di due prospetti futuri al Pescara ed al Bologna. E’ chiaro che la continuità, di cui parlavamo poc’anzi, porta ad inserire nel tempo i ragazzi in prima squadra. E’ sotto gli occhi di tutti la prestazione della nostra Berretti nella gara con il Gubbio: se hanno figurato così bene credo che il merito In questo caso il merito va dato a chi li ha allenati negli ultimi 4 anni e ha dato loro delle nozioni per potersi confrontare con un livello che forse non è ancora alla loro portata ma potrebbe diventarlo presto“.

Nonostante il passivo, la soddisfazione di aver visto all’opera i propri pupilli contro una formazione ben amalgamata e composta di giocatori più esperti non può che essere evidente: “Credo che i ragazzi, nonostante le difficoltà oggettive che abbiano incontrato quali la differenza anagrafica e atletica, abbiano fatto un’ottima prestazione, distinguendosi molto bene e facendo intravedere un qualcosa di interessante“.

Quali gli obiettivi di questa nuova stagione? “Quest’anno andiamo a completare il quadro dei campionati nazionali. La Federazione ha inserito anche il Campionato U14 professionistico dopo che l’anno scorso era partito il progetto dell’U13, quindi tutte le nostre squadre quest’anno dai 2007 alla Berretti affronteranno dei tornei nazionali. Ritengo che questo sia uno dei risultati più grandi raggiunti che permettano ai ragazzi di competere ad un livello più alto come accaduto domenica. Per questo devo ringraziare innanzitutto il Presidente Gabellini per la fiducia nella mia persona perchè se otteniamo i risultati è perchè il Presidente investe e crede in quello che facciamo e in questo momento in Serie C non è così scontato“.

Quanto è importante investire sul settore giovanile? “Noi abbiamo lavorato da sempre con risorse del territorio. Lo scorso anno era la prima stagione che avevamo un ragazzo in convitto, quest’anno arriveremo forse a tre; i numeri sono talmente bassi che sostanzialmente operiamo per la valorizzazione del territorio. Se finora così non è sembrato in quanto non c’erano fanesi doc in prima squadra di Fano o ragazzi cresciuti nel nostro settore giovanile è perchè il vivaio ha bisogno di tempo per poter dare frutti. E’ impossibile che entro un anno o due si possa arrivare in prima squadra. Questo è il quinto anno e molti di loro si stanno affacciando alla squadra maggiore. Ci vogliono 10 anni per costruire un settore giovanile e 5 minuti per distruggerlo. E’ fondamentale investire sulle giovanili e lo dimostra l’ultimo regolamento in Lega Pro che va proprio in questa direzione: gli under cresciuti nel proprio settore giovanile fanno doppio minutaggio e c’è un numero limitato di prestiti che rappresenta l’indice di patrimonializzazione degli investimenti. Per una realtà come Fano o una qualsiasi società di Lega Pro il rapporto con il territorio È fondamentale sotto ogni aspetto. Non è detto che tutti i ragazzi che ne fanno parte diventino dei calciatori, pero alcuni di loro potranno avere successo, altri diventeranno dei tifosi, altri ancora dei dirigenti ecc… Legare i ragazzi ai colori ed alla maglia di una squadra vuol dire non solo dargli un futuro sul campo, ma creare un rapporto viscerale con la squadra stessa“.

Oltre al settore giovanile, una voce significativa è l’Accademia Granata: “Siamo al terzo anno della Scuola Calcio, con la quale abbiamo raddoppiato i numeri rispetto a quando siamo arrivati. Stiamo cercando di apportare novità anche a livello di programmazione e di attività sul piano tecnico per essere sempre più competitivi. Il nostro monito è riuscire a dare un servizio sempre migliore alle famiglie che ci seguono. Facendo anche un discorso di carattere sociale, è sempre bello continuare a legare dei ragazzi a dei colori. E’ importante per realtà come queste non perdere nessuno per strada: che sia un tifoso, un abbonato, un presidente, un dirigente, un giocatore. Di doman non v’è certezza, ma c’è la sicurezza che ciascuno di loro rimarrà connesso a questi colori. I risultati ottenuti negli anni ritengo siano importanti rapportati alla realtà che siamo, e sono stati possibili grazie alle persone che lavorano dietro le quinte, come impiegati, segretari, magazzinieri, autisti: tutte persone che non sono mai in copertina ma che mandano avanti la macchina. Da soli non si può fare niente, insieme si può fare tanto. La passione è il motore che ci spinge ad andare avanti e a perseguire gli obiettivi“.

Fano, dunque, una bella favola del calcio giovanile marchigiano: “Il lavoro degli ultimi 5 anni qui a Fano ci ha indotti ad acquisire credibilità a livello nazionale e questo è motivo di orgoglio per tutti coloro che lavorano all’interno del settore giovanile. I risultati di una squadra sono i risultati di tutti e la nostra vera forza vera è l’unione sinergica di tutte le componenti“.

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