RIUNIONE MEDICI LEGA PRO, LA PAROLA AL DOTT. AUGUSTO SANCHIONI

Si è tenuta ieri sera, in conference call, la riunione tra i responsabili sanitari delle 60 società di Serie C ed il Presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, coadiuvato dal dottor Braconaro, rappresentante del settore medico​ della Lega Pro per la FIGC e dall’avvocato Baroni. Obiettivo dell’incontro, la raccolta dei pareri sull’applicabilità dei protocolli proposti dalla FIGC al fine di garantire un ripresa delle attività di squadra.​
Per l’Alma Juventus Fano ha partecipato in diretta streaming il responsabile sanitario dott. Augusto Sanchioni, il quale ha riportato le conclusioni alle quali sono pervenuti tutti i soggetti presenti alla riunione.

“Non entro nel merito delle discussioni di carattere squisitamente scientifico e medico, ma abbiamo affrontato varie tematiche poste all’attenzione del Presidente Ghirelli”.

Dott. Sanchioni, qual è stato il primo punto dibattuto?
“Al momento attuale non ci sono i presupposti scientifici, tecnici ed economici per garantire una ripresa delle attività di gruppo a rischio 0 di contagio. Il Governo e tutte le commissioni medico scientifiche dicono che il rischio 0 non esista ma i protocolli FIGC lo pretendono da noi medici e società”.​

Qual è la difficoltà nell’ottemperare ai protocolli?
“Con gli attuali protocolli proposti dalla FIGC, i medici sociali non possono garantire impegno, presenza ed esecuzione di corretta sorveglianza come richiesto dai suddetti, nel rispetto delle nostre occupazioni professionali ed anche per una situazione territoriale frammentaria dove non si capisce bene chi possa effettuare tamponi, test sierologici, visite specialistiche e quant’altro serva per ottemperare alle indicazioni FIGC”.

Un altro quesito è l’assunzione della responsabilità nel poter riprendere gli allenamenti…
“Esistono attualmente dei vincoli normativi e medico-legali (spesso non ancora ben chiari) sulla responsabilità, sia societaria che medica, in caso di nuovo contagio in seno ad un gruppo di atleti, pur mettendo in pratica i protocolli proposti, che, però, non riteniamo assumibili come medici sociali”.

Il medico sociale, infatti, molto spesso è impegnato anche nelle attività ospedaliere e non è ad uso singolo della società.
“La figura del medico societario non ha, al momento attuale – per quanto compete le esperienze della Lega Pro – , la possibilità di seguire h24 il gruppo squadra per monitorarlo senza rinunciare ai propri incarichi professionali. Tale situazione porterebbe ad una scelta obbligatoria tra lavoro e società sportiva (nella maggior parte dei casi non a favore di quest’ultima), per un’oggettiva condizione di accordi e tempistiche di esecuzione del nostro lavoro in seno alle società che non è mai stata normata”.

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