RESPONSABILITA’ MEDICI, LA PAROLA AL DOTT. SANCHIONI

Le ultime dichiarazioni dei Ministri Speranza e Spadafora hanno creato non pochi malumori tra gli staff sanitari delle società calcistiche. A tal proposito abbiamo chiesto il parere al responsabile sanitario dell’Alma, il dott. Augusto Sanchioni, nonchè Primario del reparto di Anestesia Rianimazione e Terapia del Dolore del Presidio di Fano.

Dott. Sanchioni, l’incontro tra il Cts ed i Ministri ha stabilito che, per quanto concerne la ripresa degli allenamenti, la responsabilità venga assunta in toto dai medici sociali delle squadre. Una decisione che va contro quanto stabilito nella riunione dei medici della Lega Pro.
“Esatto, è uno dei principali punti della discordia. Noi, come gruppo dei medici responsabili di Serie C, abbiamo già espresso la nostra posizione di inapplicabilità del protocollo ma il Ministro della Salute vuole far ricadere la responsabilità “totale” al responsabile sanitario senza possibilità di nessun scudo. Onestamente mi sembra eccessivo; come si può dimostrare che un contagio sia avvenuto nel contesto dei luoghi di allenamento piuttosto che al di fuori? E se questo accade, è una colpa della società? Oggi c’è un incontro dei medici di serie A e spero che esca una chiara presa di posizione in cui tutti di altre serie si possono riconoscere. Si parla anche di un’assicurazione che il Presidente della FIGC Gravina vuole introdurre per una maggiore nostra salvaguardia ma che comunque non solleva il medici dalla responsabilità penale”.

Il prof. Castellacci, Presidenti di L.A.M.I.C.A, ha dichiarato “Ho già ricevuto molte lettere di colleghi dalla Serie B che minacciano le loro dimissioni in caso non venisse rivista la questione della responsabilità, che diventa una responsabilità penale”. E’ d’accordo con quest’affermazione?
“Sono pienamente d’accordo con quanto dichiarato dal Prof. Castellacci che ci rappresenta. La minaccia di dimissioni di massa è un’ipotesi reale se non si raggiunge un accordo con governo ed istituzioni”.

Le nuove disposizioni del protocollo alimentano ancora di più il fronte dei no alla ripresa dei campionati?
“Il nuovo protocollo prevede tante cose, tra le quali giorno di ripresa, luogo di ripresa, costituzione del Gruppo Squadra, screening di coloro che hanno avuto la malattia e sono guariti, chi avuto la malattia in maniera paucisintomatica, chi non ha avuto la malattia, rinnovo dell’idoneità agonistica e così via. Vede, la cosa assurda è che da una parte la Lega Pro ha dichiarato che il campionato di Serie C non può ripartire, dall’altra la Commissione Medico Scientifica Federale ci aggiorna i protocolli, il Governo autorizza gli allenamenti di squadra dal 18 maggio con tutti gli obblighi da osservare in base al protocollo che, come ripeto, nella nostra realtà di Serie C è pressoché impossibile mettere in pratica, poi magari decideranno che il campionato di C si è concluso. C’è molta confusione e spero che presto si faccia chiarezza e si ponga fine a questo campionato”.

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