INTERVISTA AL RESPONSABILE DELL’AREA TECNICA GIOVANNI MEI

La sconfitta di misura contro la Triestina è di difficile digeribilità. Una prestazione superba, ben architettata e metodica, macchiata una falla fatale, da cui è entrata la palla che ha affondato la nave granata. Una partita al limite della perfezione, un pareggio quasi acciuffato, il giusto tributo per chi ha macinato 900 e passa km per vedere la propria squadra lottare – e a tratti dominare – face to face contro una delle corazzate che lottano per la volata in B, guastata da un’insostenibile leggerezza.

A due giorni di distanza dal monday night giuliano, a fare un’analisi del match è il Responsabile dell’Area Tecnica Giovanni Mei: “E’ stata una partita giocata benissimo, disputata come era stata preparata, ovvero molto bene e minuziosamente in tutto. Gli alabardati non hanno fatto un tiro in porta; noi, invece abbiamo avuto almeno un paio di occasioni favorevoli per andare in vantaggio. Negli ultimi due minuti è successo il duplice fattaccio dell’espulsione e del rigore che ha mandato tutto all’aria. Da una partita positiva, da una svolta propositiva si è passati ad una sconfitta con conseguenze anche disciplinari“.

I cambi della Triestina hanno fatto la differenza?
No, loro avevano dei cambi importanti, ma anche i nostri lo sono stati. Fino all’episodio clou la Triestina non aveva fatto nulla. L’errore è avvenuto a causa di una nostra disattenzione e non da una loro azione, per cui, se vogliamo dirla tutta, i loro cambi non sono stati poi così determinanti. Il gol, per come è arrivato, l’avrebbero potuto fare anche se non avessero effettuato i cambi. Il secondo tempo abbiamo non solo abbiamo contenuto ma anche rischiato in 3 o 4 occasioni di andare in vantaggio, con Tassi, Carpani e Baldini. Se è vero che non abbiamo prodotto molto, è pur vero che non abbiamo subito niente e tutto ciò contro la Triestina che è una delle formazioni accreditate alla vittoria finale. Era tutto positivo, peccato per questa ingenuità che ha sciupato tutto e ne sono profondamente dispiaciuto. Mi spiace soprattutto per la squadra, per il mister, per tutto lo staff, che hanno dedicato anima e corpo a questa gara, ai tifosi che si sono sobbarcati tanti km, però non si può essere riduttivi nei giudizi sulla partita e su tutto il resto. Noi stiamo facendo il nostro campionato che ha come obiettivo la salvezza, i ragazzi sono giovani e qualche ingenuità ed un po’ di inesperienza la stiamo pagando. Purtroppo sono situazioni nel calcio che ci possono stare“.

Nonostante la sconfitta, i tifosi presenti al Nereo Rocco hanno applaudito i ragazzi intonando anche “Saremo sempre con voi”. Una bella iniezione di fiducia anche in vista del prossimo match contro l’Arzignano.
Per noi è fondamentale avere il pubblico dalla nostra parte. In qualche modo questa squadra è riuscita a riavvicinare un po’ il tifo a Fano. Naturalmente, se fossimo supportati da determinati risultati, non parlo del derby ma in generale, sarebbe molto più facile. Adesso deve essere brava la squadra come squadra, la società come società, il pubblico come pubblico ad affrontare questo momento cercando di uscirne al più presto. Il tifo è molto importante per Fano e lo sarà sempre; dovrà continuare a sostenerci perchè questi ragazzi stanno lavorando in maniera seria, sono dei professionisti e se lo meritano soprattutto dal punto di vista umano“.

Domenica, intanto, c’è lo scontro diretto con l’Arzignano.
L’ho visto giocare e vincere a Ravenna. E’ una buona squadra come tutte in questo girone. E’ un campionato equilibratissimo, dove il punto focale è rappresentato dalla stabilità non di squadra ma di ambiente. Non eravamo dei fenomeni quando abbiamo vinto due partite consecutive fuori casa nè siamo dei polli adesso. Il lavoro che si sta facendo è importante e ci vogliono tempo e pazienza. Domenica dobbiamo far capire subito all’Arzignano che solo noi possiamo vincere: questo è lo spirito giusto con il quale dover affrontare la gara e dobbiamo trovarlo in questo momento. Credo fortemente in questa squadra, da un lato come addetto ai lavori, dall’altro come tifoso. E’ una squadra che merita, che sa giocare a calcio e pratica un bel gioco. C’è solo da trovare il giusto equilibrio, capire quando è il momento di giocare e quando ci vuole più concretezza“.

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