INTERVISTA AL PROF. MARCO GIOVANNELLI

Continua la sosta “forzata” dei granata che, a causa dell’emergenza coronavirus, disputeranno il derby contro la Vis Pesaro nel recupero di mercoledì 15 aprile alle ore 20:45. Nonostante ciò, l’Alma prosegue il suo programma di lavoro in vista del prossimo impegno casalingo del 15 marzo contro la Triestina e, a tal proposito, abbiamo intervistato il preparatore atletico fanese Marco Giovannelli sulle possibili ripercussioni del periodo in stand by ma anche sugli studi relativi agli infortuni nelle serie professionistiche, dove risulta che l’Alma è al primo posto per minor numero di infortunati. Un dato che dimostra l’eccellenza della sinergia tra staff tecnico e medico, al quale va dato il merito incontrovertibile del lavoro sin qui svolto.

Prof. Giovannelli, la sosta forzata per cause di forza maggiori quali possibili ripercussioni potrà avere sui recuperi da disputare?
“I ragazzi si allenano costantemente, per cui è logico pensare che verranno alternati in campo in funzione delle esigenze dell’allenatore. Non ci saranno particolari problematiche con le partite ravvicinate, alla luce del fatto che anche le altre formazioni dovranno recuperare le gare rinviate, per cui siamo tutti nella stessa condizione. Abbiamo lavorato costantemente tutto l’anno e di conseguenza le performance fatte in partita sono sempre state molto costanti e in crescita nell’ultimo periodo. Difficoltà particolari non ne abbiamo avute nè dal punto di vista delle assenze nè da quello degli infortuni, i ragazzi sono sempre a disposizione del mister e riescono ad allenarsi tutti i giorni mantenendo così la loro prestazione”.

Un recente studio rivela che, tra le squadre di serie A, B e C, l’Alma è la formazione che ha avuto meno infortuni.
“Fatta un’investigativa con la mia squadra di ricerca si è notato questo dettaglio: facendo una valutazione dei giocatori che sono stati sempre titolari, ci sono state solo 10 assenze per infortunio. Il dato è stato molto positivo: siamo arrivati a febbraio con la rosa tutta a disposizione ed è molto importante. E’ la squadra che ha avuto meno infortuni poichè si è data continuità al lavoro e non è una cosa da poco. In questo modo, l’allenatore ha anche la possibilità di scegliere i giocatori da schierare in campo in base alla rosa a disposizione. Ci tengo a sottolineare la stretta collaborazione tra lo staff medico e quello tecnico la cui sinergia ha permesso di raggiungere un tale obiettivo. C’è sempre costantemente il rapporto tra le due parti, a cui va aggiunto il lavoro individuale dei ragazzi, oltre a quello svolto sul campo. Stiamo andando avanti su questa strada e speriamo di arrivarci fino alla fine con pochissime problematiche. All’appello c’è stata solo una lesione muscolare e le indisponibilità per partita sono completamente assenti. Un elemento precipuo sono state le tantissime sedute di prevenzione svolte prima di ogni allenamento dal punto di vista fisico: più di 320 sedute che hanno cercato di tamponare tutto quello che potesse essere fatto. Il dato che si è evidenziato è palese, tra tutte le squadra della categoria e non solo abbiamo il numero più basso di infortuni ed è di buon auspicio”.

Possiamo affermare che la condizione della squadra è ottima considerati gli impegni correlati?
“Sì, abbiamo tutti i giocatori a disposizione che spingono molto e vanno forte. Analizzando i dati fisici di ogni partita con le strumentalità del Gps e della K-Sport confermano quello che vediamo in allenamento, ovvero che i ragazzi danno il 100%. Non ci sono difficoltà da questo punto di vista e ce lo conferma la performance di gara. La verifica la si fa partita per partita e le affrontiamo tutte con il massimo dell’impegno e dello sforzo possibile. Nell’impegno ravvicinato la terza partita è quella che si soffre di più ma, alternando i cambi, si riesce a limitare il fenomeno della fatica. I giocatori sono abituati a tollerare dei carichi importanti quando spingono molto, per cui sono pronti ad affrontare i matches ravvicinati al meglio delle loro possibilità”.

Come si è affrontato questo periodo di pausa inaspettato?
“Abbiamo cercato di mantenere quello che era previsto da programma a livello di settimana tipo. Con le gare di mercoledì e domenica avremmo ridotto un po’ i carichi in vista, ma, con i rinvii, abbiamo affrontato il tutto facendo una settimana tipo come se avessimo avuto una partita da domenica a domenica, distribuendo il carico soprattutto per chi ha giocato molte partite nel mese di febbraio, riducendolo un po’ ed aumentandolo leggermente per chi aveva giocato meno. Il minutaggio di gara è stata la chiave per cercare di dosare il lavoro tra chi ha disputato più minuti e chi meno”.

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