INTERVISTA AD ENRICO BALDINI

La sua Massa-Carrara è una delle province più colpite della Toscana. Ben 9 morti in sole 24 ore, per un totale di 258 contagiati recitano i bollettini sanitari. Numeri che crescono di giorno in giorno, la curva dei contagi che sembra non trovare la via della discesa, misure governative sempre più stringenti finalizzate all’estirpazione del Covid-19.

Enrico Baldini ne è consapevole. Dei rischi, dei contagi, delle migliaia di vite appese ad un filo. Ed è per questo che, con la società, ha deciso di lanciare una sfida, divertente ma quanto mai significativa, ai tifosi dell’Alma. Per seguire quell’hashtag #IoRestoACasa che ci viene propinato ovunque. Per salvaguardare noi stessi, ma soprattutto gli altri. “Insieme con la società abbiamo pensato di fare una challenge per invitare le persone, in questo caso i nostri tifosi, a rimanere a casa – dichiara il fantasista massese – . La salute di tutti noi, in questo momento viene prima di tutto e va preservata nel pieno rispetto di noi stessi ma soprattutto degli altri. È un contest culinario, divertente, dove ognuno può sfoggiare la propria inventiva cercando di non annoiarsi e mettendo in campo le proprie capacità gastronomiche. In fondo, chi di noi non si è mai dilettato ai fornelli?”.

L’esterno toscano commenta anche l’attuale situazione che imperversa in tutta Italia: “Per fortuna sto bene, tutti i miei cari stanno bene e in questo periodo sinceramente non è una cosa da poco. Sono sempre stato un ragazzo che ama stare a casa, ho hobby ed idee che mi fanno passare la giornata senza grandi problemi. Il problema vero è un altro: non tutti gli italiani hanno capito il momento. Ci stanno semplicemente chiedendo di rimanere a casa e di avere un po’ di rispetto per la salute propria e degli altri. È importante restare a casa. Pensiamo in questo momento al personale medico-sanitario che sta facendo orari estenuanti per cercare di arrivare in fondo a questa situazione. Ogni giorno combattono con il rischio di poter contrarre il virus, eppure non si arrendono e vanno avanti a testa alta per proteggerci e salvare le nostre vite. Aggiungerei, inoltre, che questo potrebbe essere l’istante per riscoprire ulteriormente ciò a cui sinora non abbiamo dato troppo peso: l’essenzialità dei rapporti umani. Un abbraccio molto spesso non dato o negato adesso è quello di cui avremmo più bisogno”.

La ripresa del campionato, data anche l’ultima disposizione della Lega Pro di posticipare gli allenamenti al 3 aprile, sembra essere ancora lontana: “Al primo posto c’è la salute. Quando l’Italia sarà uscita da questo tunnel, potremmo anche giocare ogni 3 giorni. Fino a quel momento è giusto interrompere tutto per poi ripartire più determinati di prima”.

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