INTERVISTA AD EDOARDO TASSI

“La vita e il calcio sono così. Un minuto prima giochi e lotti, un minuto dopo ti tieni il ginocchio fra le mani. Ed è un minuto dopo che ti guardi attorno. E io attorno a me ho tutti voi. Grazie. Mi avete emozionato tutti, la Società, il Mister, i miei compagni di squadra, i miei tifosi. Io guardo voi e voi abbracciate me. In fondo al vostro cuore lo sapete, come lo so io, che è dura, ma io non mollo”. Queste le parole pronunciate da Filippo Inzaghi a seguito dell’infortunio rimediato l’11 novembre 2010 contro il Palermo. Frasi che sintetizzano il passaggio dal paradiso all’inferno alla risalita dagli Inferi. Uno stop forzato che annienta, in quel preciso istante, le speranze di poter proseguire un percorso brillante ma che riprendono vita grazie ai sacrifici, alla caparbietà, alla voglia di tornare a splendere. Lo sa bene Nicolò Zaniolo, tornato di recente in palestra dopo il “crac” in Roma-Juve di un mese fa esatto, per inseguire quel sogno chiamato Europeo. Una seconda rinascita per il fantasista romano, proprio come per il suo collega fanese Edoardo Tassi, entrambi passati sotto le sapienti mani chirurgiche del prof. Mariani della clinica Villa Stuart di Roma. Se per Zaniolo il campo è ancora un miraggio, per l’attaccante ascolano, invece, è realtà.

“L’aspetto più importante è che io sia tornato a disposizione del mister e più pronto che mai – dichiara Tassi – . Due interventi non sono facili da affrontare: dopo il primo che ha interessato i legamenti del ginocchio, non era semplice riprendere nè il ritmo nè la condizione in breve tempo, considerati gli 8 mesi di fermo dovuti alla riabilitazione. Terminato il periodo di recupero sono rientrato, poi c’è stato un piccolo intervento di pulizia del ginocchio ma ho bruciato le tappe. Fortunatamente ho 20 anni e sono riuscito a recuperare in fretta; adesso sto tornando in forma”.

La rapacità di Tassi era già venuta alla luce nella gara contro la Triestina: quel tiro che di un soffio ha lambito il secondo palo sullo 0-0 e che ha fatto rabbrividire la difesa alabardata. “A Trieste ho messo in campo tutta la mia grinta e ho cercato subito la porta appena subentrato. L’importante è mettersi al servizio della squadra e cercare di raggiungere il risultato e l’obiettivo comune che è quello della salvezza”.

Un gol, in realtà, Tassi l’aveva segnato domenica scorsa contro la FeralpiSalò, ma annullato inspiegabilmente dal fischietto palermitano tra le proteste rumorose del pubblico di casa. L’esultanza di Edoardo, interrotta da quel fischio inaspettato, era un concentrato di gioia e liberazione, racchiuse in quel cuore rivolto alla sua dolce metà, la bellissima Camilla, ed ai suoi familiari, presenti sugli spalti e nel suo lungo percorso di trattamento riabilitativo. “E’ stata una mazzata – ammette deluso l’attaccante fanese – . Dopo un anno di travaglio, il gol era il giusto riconoscimento per gli sforzi fatti in questi mesi. Era da febbraio dello scorso anno che non andavo in rete e sarebbe stata una gioia anche per i miei familiari che hanno vissuto insieme a me questo calvario dal quale sono uscito. Per la mia famiglia essere di nuovo in campo ed insaccare il cuoio nel sacco era la fine di una pagina brutta che mi ha dato forza per il prosieguo della mia carriera. L’arbitro ha sbagliato, come è stato evidente; è umano come lo siamo noi e non serve a niente recriminare. E’ arrivato il momento di passare ad un altro capitolo, continuando a lavorare come ho sempre fatto e cercando il riscatto già da subito contro il SudTirol. E anche se non dovessi segnare, mi auguro di riuscire a portare a casa la vittoria che è l’unica cosa che conta in questo momento”.

Tornando al match contro i leoni del Garda, l’attaccante granata dice la sua: “E’ stato evidente agli occhi di tutti che la nostra vittoria era scontata e meritata per quello che avevamo dimostrato fattivamente sul campo. Se l’arbitro non avesse annullato il mio gol, il match sarebbe cambiato. Ritengo sia normale che in area di rigore possano esserci dei contatti tra noi calciatori; accade in tutti i campi di calcio e, normalmente, si lascia proseguire. Al momento del fischio dell’arbitro, nessun giocatore della FeralpiSalò ha protestato o si è avvicinato al direttore di gara per chiedere lumi, a dimostrazione del fatto che non c’era alcuna infrazione. Già il fatto che i gardesani siano rimasti in silenzio e non abbiamo fatto alcuna rimostranza avrebbe dovuto far riflettere la casacca nera, facendola tornare sui suoi passi. Poi la Feralpi ha pescato il jolly con quell’eurogol di Maiorino allo scadere dei regolamentari e l’ha portata a casa. Un vero peccato. Quella partita l’avevamo incanalata nel verso giusto e preparata in maniera minuziosa ed avremmo meritato i tre punti”.

Intanto si assottiglia il countdown in vista della gara contro il SudTirol: “E’ una buona squadra come lo sono la Feralpi, la Reggio Audace, il Padova. In C te la giochi con tutti, puoi vincere o perdere, non c’è nulla di prestabilito. Se proseguiamo con la giusta mentalità adottata nelle ultime partite ce la giocheremo con tutte. Nelle ultime settimane siamo cresciuti in maniera esponenziale, abbiamo limato i nostri difetti e tenuto alta la concentrazione. Con il SudTirol sono certo che disputeremo una grande partita: i tifosi lo meritano e faremo di tutto per regalare loro questa grande gioia”.

Phone: 0721 828820
Fax: 0721 837329
via A. Toscanini
Italia, 61032 Fano