INTERVISTA AD ANDREA DE VITO

“Il calcio è vittima di attacchi demagogici. Nell’immaginario collettivo il calciatore è colui che guadagna milioni di euro, va in giro in Ferrari e in vacanza ad Ibiza. Non è così, per lo meno è solo una piccolissima parte a farlo. Per il resto ci sono 500 calciatori in B e 1500 in C con stipendi normali, nonostante gli impegni e le aspettative su di loro siano le stesse di quelli che guadagnano tanto”. L’estratto dell’intervista comparsa nell’edizione odierna di TuttoSport a Cristiano Lucarelli non è altro che una risposta chiara e nitida a chi afferma che i calciatori siano dei privilegiati. Senza peli sulla lingua, l’allenatore del Catania ribadisce un concetto già ben delineato dai rappresentanti dell’AIC, ovvero fare un distinguo tra calciatori di A e di C, e che trova l’appoggio anche di un suo ex allievo, il granata Andrea De Vito: “E’ giusto che i calciatori facciano la loro parte, soprattutto se c’è una società oggettivamente in difficoltà in questa emergenza dovuta al Covid19. Però c’è anche da dire che molti giocatori, come dichiara mister Lucarelli, soprattutto in C guadagnano uno stipendio paragonato a quello di un operaio normale, quindi si dovrebbe trovare il giusto compromesso. So che si sta lavorando in tal senso e sono convinto che una soluzione a breve si troverà. Quello che deve prevalere è il senso di responsabilità da parte di ognuno: capire che ciascuna componente debba fare la propria parte affinchè tutto si risolva. In questo momento la situazione sta toccando tutti e fare trattative non mi sembra il caso. E’ giusto che si arrivi ad un accordo nella maniera più serena possibile. Questo è il mio pensiero”.

Era la stagione 2016/17 quando De Vito, al suo secondo anno in maglia peloritana, si ritrovò sulla panchina mister Lucarelli, al quale è legato da un rapporto di affetto e stima reciproca: “Una persona molto carismatica, la sua carriera parla per lui. Quando andavamo a giocare in trasferta lui ci trasmetteva quel qualcosa in più, è un allenatore al quale piaceva imporsi più fuori che in casa. Del resto mettere a referto 20 gol a stagione come faceva lui in veste di giocatore, un carattere forte ed esuberante aiuta a realizzare i propri obiettivi. Come allenatore mi piaceva molto perchè aveva idee molto interessanti sotto il profilo tattico e dello sviluppo del gioco: chiedeva sempre l’attacco alla profondità, attaccare lo spazio che nel calcio di oggi è una delle armi migliori: con tutte le squadre che si schierano sotto la linea della palla, attaccando lo spazio si riesce a spezzare gli equilibri. Mi sono trovato molto bene con lui ma come con tanti altri allenatori che ho avuto nella mia carriera. Con mister Lucarelli abbiamo fatto qualcosa di importante in una piazza storica come Messina. Quell’anno ci diedero 6/7 punti di penalizzazione ma, nonostante ciò, riuscimmo a salvarci direttamente, senza passare per i playout, anzi. Finimmo a ridosso dei playoff. Il girone di ritorno fu impressionante e sono contento che, terminata l’annata, sia andato a Catania, poi Livorno ed ora di nuovo Catania. Auguro il meglio a lui e a tutti i componenti dello staff che ritengo molto preparati”.

Tornando agli argomenti attuali, tra le proposte avanzate dalla Lega Pro, c’è il congelamento della classifica attuale, con promozione delle prime classifiche e blocco retrocessioni. “Non spetta a noi calciatori decidere, è chiaro che non si può non guardare la classifica e non si può non vedere che Monza, Vicenza e Reggina abbiano fatto un campionato di spessore. Nel caso in cui non si dovesse riprendere è giusto vengano premiate, poi sarà chi di dovere a decidere tutte le altre situazioni”.

Altra tematica molto sentita è la ripresa degli allenamenti che, stando ancora all’ufficiosità del 4 maggio, ritmata da un protocollo alquanto costoso: “L’ho letto bene a fondo e ci siamo confrontati tra di noi calciatori. E’ un sistema che ci tutelerebbe, però, disputando questa categoria da tanti anni, penso sia di difficile attuazione in Serie C. Nella terza serie non ci sono nè strutture nè organici al livello della Serie A e sarebbe molto complicato poterlo praticare. La A può riprendere attenendosi rigorosamente al protocollo; la C, qualora sia prevista una ripresa, potrebbe ricominciare più tardi, aspettando che il rischio di contagio si abbassi fino allo zero ed il protocollo si allenti. Allo stato attuale è troppo esoso per i Presidenti di C e non so in quanti riuscirebbero ad adottarlo. Noi giocatori vogliamo tornare in campo, però chi di dovere ha il compito di valutare bene prima di fare una scelta. In caso di ripresa, mi sorgerebbe spontanea una domanda: ‘Cosa succederebbe se dovesse verificarsi un positivo? Si sospenderebbe di nuovo tutto?’. Purtroppo si sta combattendo contro qualcosa che non si può vedere, le variabili e le dinamiche sono talmente tante che capisco sia difficile prendere una decisione”.

Intanto De Vito si sta godendo la quarantena in compagnia di sua moglie Martina e della piccola Nicole, con le quali trascorre le giornate in attesa che la situazione migliori e all’orizzonte si possa intravedere il sereno: “Fortunatamente ho le mie donne con me qui a Fano e non sono solo. Come tutte le famiglie italiane ho imparato a cucinare qualche piatto, mi diverto giocando con mia figlia, senza trascurare la dose giornaliera di allenamenti sia individuali che collettivi che svolgiamo con il prof. Giovannelli sulla piattaforma Zoom. E’ un modo per tenerci in forma ma anche in costante contatto con tutto il gruppo e con lo staff tecnico e medico”.

A proposito del gruppo, De Vito, nonostante la giovane età, è stato uno dei senior dell’Alma. Un ruolo da chioccia che ha condiviso con alcuni over della squadra: “Sì, insieme a qualche altro ragazzo avevamo questa responsabilità. La squadra è molto giovane e ci aspettavamo un campionato di sofferenza, fino all’ultima giornata. Ogni partita era una battaglia in cui dovevamo lottare fino alla fine. L’ultimo match disputato contro l’Imolese avevamo dato un bel segnale davanti al nostro pubblico che ci ha regalato anche una standing ovation ed eravamo pronti per giocarcela nello scontro diretto contro il Rimini e via via fino al termine della stagione. Una cosa è certa: semmai si dovesse ricominciare, saremo pronti allo stesso modo, fino all’ultima giornata”.

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