INTERVISTA A PASQUALE DI SABATINO

La curva dei contagi sta prendendo via via la direzione verso il basso e, anche nelle città inizialmente codificate come zona rossa, i casi sono in diminuzione. A confermarlo anche il difensore granata Pasquale Di Sabatino, che definisce la sua Pescara un luogo in cui “tutti prestano particolare attenzione alle misure di sicurezza, ciascuno che esce è munito di guanti e mascherina, avvolto dalla sensazione che possa succedere qualcosa da un momento all’altro”.

Una quarantena, quella trascorsa dal calciatore dell’Alma, in famiglia, con i suoi affetti più cari: “L’unica cosa positiva di questa pandemia è che, se non ci fosse stato, non avrei passato tutto questo tempo con mia figlia, la mia ragazza Ilaria e la mia famiglia. Ne ho approfittato anche per effettuare dei lavori di ristrutturazione che avevo programmato da un po’, poi spazio agli allenamenti, necessari per chi fa un lavoro come il mio, alla mia piccolina e a tutti i componenti familiari”.

Non solo, con il padre, Pasquale ha messo in piedi anche un progetto connesso alla pandemia: “Mio padre lavora nel settore dell’arredamento per bar e ristoranti e, dal momento che il settore della ristorante è uno dei più colpiti dal Cobid19, ha deciso di riconvertire l’azienda nell’attività di produzione/immissione in commercio di mascherine, guanti, colonnine disinfettanti, gel per le mani, macchinari per la sanificazione e tutto ciò che riguarda la prevenzione AntiCovid19. Così abbiamo iniziato a ragionare anche sul discorso mascherine, realizzandole non solo nel modello FFP2, ma anche personalizzandole a seconda dei gusti personali. Un modo per renderla più simpatica e meno ‘doverosa’”.

Covid e calcio, due temi che tengono banco da fine febbraio, tra rinvii di partite di campionato, sospensione delle sedute di allenamento e, per la Serie C anche del campionato. Nel Consiglio Federale odierno, la FIGC ha dato l’ok alle sedute di allenamento collettive a partire dal 18 maggio, argomento che riguarda principalmente la Serie A, che ha fissato al 13 giugno la ripresa del campionato. “Noi dell’Alma, come fatto in questo pomeriggio attraverso la videochat su Zoom, seppur tra mille difficoltà, ci siamo sempre allenati rispettando le tabelle di marcia che il prof. Giovannelli ha indicato a ciascuno di noi. Credo che per la Serie C sia altamente improbabile che possano ricominciare le sedute ma, nell’eventualità, dovremo farci trovare tutti pronti. E lo possiamo fare solo svolgendo costantemente il nostro lavoro e mantenendo una buona forma fisica. Perchè improbabile? Il protocollo così rigido e stringente non è fattibile in Serie C, la quasi totalità dei Presidenti e dirigenti dei club di Lega Pro si sono opposti poichè è un dissanguamento economico. Non ci sono introiti, solo spese e dobbiamo considerare che i Presidenti sono titolari di aziende ancora ferme con personale in CIG. Ricominciare vorrebbe dire investire i propri risparmi nel calcio e non credo che siano disposti a farlo, come giusto che sia. Ho osservato da vicino l’azienda di mio padre e, stando a contatto con lui, mi sono reso conto di quante e quali problematiche la pandemia abbia innescato. Per questo immagino la difficoltà dei Presidenti nel portare avanti il discorso calcio e la decisione presa quasi all’unanimità in sede di Assemblea è stata lapalissiana”.

Nelle scelte approvate in Assemblea c’è stato anche il blocco delle retrocessioni, che decreta la salvezza dell’Alma. “A dire la verità, le cose che ti guadagni con sacrificio e fatica sono sempre le più belle – ammette il centrale granata – , se si dovesse scegliere la via burocratica non ci sarebbe molta soddisfazione, è come se avessi lasciato qualcosa a metà e questo dentro mi dà fastidio. Mancavano ancora tante partite e avevo voglia di giocarmi fino alla fine ogni singola gara. La soddisfazione di salvarsi deriva da tutte le partite che hai giocato, dal sudore che hai buttato, dalle emozioni che ne scaturiscono. Salvarsi così non è normale, non mi è mai capitato e spero non mi capiti più”.

Per quanto concerne il futuro, Di Sabatino non si sbilancia: “A Fano mi sono trovato bene, però adesso è un po’ prematuro parlare del mio futuro, dal momento che non si conosce ancora il destino di questa stagione. Mi piacerebbe rimanere, poi si vedrà. Quel che più mi spiace è il non aver avuto modo di salutare tutti, però sicuramente ci rincontreremo sui campi di calcio da avversari o da compagni, chi lo sa!”.

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