INTERVISTA A MISTER ALESSANDRINI

In attesa del verdetto della prossima riunione in cui si vedrà la luce sul futuro dell’Alma e di tutta la Serie C, proseguono le sedute di allenamento via Zoom promosse dal prof. Giovannelli con la supervisione di mister Alessandrini e di tutto lo staff tecnico e medico.

Grazie alle sedute collettive da casa, i granata si tengono settimanalmente in contatto con tutto l’ambiente, non perdendo di vista la compattezza e l’unione tra tutti i membri del gruppo. “Una delle funzioni principali che stiamo attuando con il preparatore Giovannelli attraverso le videochiamate di gruppo è quella di non far perdere l’interesse della squadra – dichiara mister Alessandrini – . Più che l’allenamento, che dipende da ogni singolo giocatore, è importante far condividere il pensiero di squadra e tener viva l’eventualità di una ripresa. Sappiamo che è molto complicato, però è necessario mantenerli attivi e motivati e non farsi trovare spiazzati qualora si pensasse di poter riprendere. Il calcio, senza motivazione, perde intensità e stimoli che un atleta professionista deve avere. Attraverso le videochat cerchiamo di non spegnere quella fiammella che avevamo tutti prima che accadesse tutto questo”.

A proposito di ripresa, da rispettare il protocollo sanitario che Presidenti e medici della Lega Pro hanno dichiarato inattuabile per via della complessità e dei costi troppo onerosi: “Leggendo ed ascoltando la tv, sembra che il Ministro dello Sport abbia sollevato dei dubbi riguardo il protocollo per la Serie A, per cui è un tema molto delicato e sensibile. La ripresa deve essere individuale e graduale, però il calcio è uno sport di squadra dove è fondamentale l’aspetto fisico, dove tutti i componenti giocano in funzione uno dell’altro; è uno sport di contatto e non riesco ad immaginare come si possa allenare una squadra singolarmente. E’ pur vero che ci stiamo adeguando a delle situazioni che non immaginavamo possibili fino a qualche mese fa e che i mutamenti saranno continui. Ma non bisogna dimenticare una cosa: in questo momento ancora giornalmente ci sono tantissimi morti e lo sport, che per noi è una ragione di vita, deve lasciare la priorità ad altre situazioni che sono ben più importanti e gravi. Per poter riprendere in sicurezza sarebbe necessario un azzeramento dei contagi: essendo uno sport di contatto, di condivisioni, un domani, qualora si dovesse cominciare e si palesasse un caso, cosa dovremmo fare? In questo momento è difficile capire come venirne fuori. Credo che la soluzione sia guardare più avanti e cominciare a programmare un futuro con tutte queste complicazioni, con qualche margine di ragionamento e possibilità in più per poter capire come è meglio e utile uscirne o ripensare una nuova stagione. Capisco che la Serie A spinga per interessi economici, ma nel caso della C in giù, oltre a non avere introiti, saremmo senza pubblico e verremmo danneggiati ulteriormente. Ma c’è un ulteriore problema: chi si assume la responsabilità di poter ricominciare? I medici sono quelli deputati a dover decidere ma, vedendo dei paletti e non conoscendo a fondo i rischi, non osano assumersi le responsabilità. Per cui dico: organizziamoci a programmiamo il futuro. In questo momento non c’è solo il calcio, ma ci sono aziende, attività comuni che sono in una condizione precaria. Bisogna, in maniera intelligente, cercare di guardare più avanti e superare questo ostacolo con meno danni possibili ed organizzarci un domani con la consapevolezza che dobbiamo convivere con una situazione che non è più quella di prima. Inutile programmare tra 10 giorni con tutti gli enigmi e la poca sicurezza delle circostanze. Stiamo cercando di fare delle valutazioni serie e guardare avanti con fiducia. La fiducia non bisogna mai perderla, bisogna essere positivi però con le giuste maniere e con la consapevolezza di eliminare i rischi per ricominciare a fare quello che piace a tutti. Il fatto di dover ricominciare senza il pubblico e a porte chiuse, non è quello sport che abbiamo immaginato da quando abbiamo iniziato fino a pochi mesi fa. E’ necessario guardare in un’ottica diversa, studiare regole nuove, adeguarsi a questo sport e trovare soluzioni diverse”.

Sulla possibilità quasi certa della sospensione del campionato di Serie C, mister Alessandrini dice la sua: “Se non ci sono le condizioni è inutile proseguire. Qualora ci fossero, tutti saremo disponibili. Anche se la classifica nostra non è la migliore, la speranza l’abbiamo sempre avuta e l’avremo. Undici partite da giocare significano tantissimi punti in palio e cercheremo di giocarcela come abbiamo sempre fatto. In queste condizioni dobbiamo guardare all’integrità degli atleti. Non riesco a capire come possano società di C con tutte le problematiche amplificate rispetto alla A poter pensare di continuare. Noi cerchiamo di trasmettere alla squadra l’essere pronti a qualsiasi evenienza perchè fa parte del nostro mestiere. Promozioni? Se si dovesse cercare il danno minore, potrebbe essere una soluzione quella della promozione diretta delle prime 3. Se si dovessero premiare le vincenti non ci sarebbero problemi, ma se si dovesse penalizzare una società che si deve salvare penso che i grattacapi aumenterebbero perchè ognuno ha il diritto di giocarsela fino in fondo. Nessuno si sente di essere sconfitto perchè le possibilità potrebbero essere altre. Al di là del blocco delle retrocessioni, sarà necessario cercare la soluzione più logica penalizzando il meno possibile perchè non è un campionato terminato. Questa è una situazione particolarissima mai capitata, tranne una volta nel 1915, causa Prima Guerra Mondiale, per cui bisogna adeguarsi a quello che sta capitando che non era in preventivo e mettere in campo le soluzioni più logiche”.

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