INTERVISTA A RICCARDO BARBUTI

Quella rete gonfiata sotto gli occhi attenti, vigili e scaramantici dei tifosi granata, quella corsa verso la curva e quelle braccia allargate come per dire: “Eccomi, sono qui”.

Barbu is back, parafrasando l’ultimo tamtam social in riferimento a Zlatan Ibrahimovic. Un paragone un po’ azzardato? Forse. Ma qualcosa del campione milanista Barbuti ce l’ha. L’esultanza vagamente riconducibile a quella dell’ariete svedese – “E’ un’esultanza che mi piace fare, adoro vedere e sentire il pubblico gioire dinanzi ai miei occhi – a cui si somma il timbro impresso subito in questo 2020. Nonostante la fede rossonera, l’attaccante modenese spazza via qualsiasi paragone con il suo collega più celebre: “Ibra per me è uno degli attaccanti più forti di sempre e non ci voglio neanche pensare. E’ inarrivabile (ride, ndr)”. Ma per entrambi il primo gol segnato alla ripresa del campionato è un appetito che vien mangiando. “E’ stato importante andare subito a rete e sinceramente ci ho pensato tanto in queste vacanze. Lo speravo e lo volevo molto. Per fortuna ci sono riuscito ed ha portato anche ad una vittoria essenziale”.

Ravenna, Gubbio, Modena, Cesena e Padova, in ordine cronologico, le squadre “punite” dal centravanti emiliano, con all’attivo ben 6 centri. “Cerco di non pensarci, ragiono partita per partita. Sono felice di come sta andando ma lo score lo guardo a fine anno cercando di inseguire il mio obiettivo personale che è la doppia cifra”.

A proposito di Padova, Barbuti traccia un’analisi del match appena trascorso: “Siamo riusciti ad ottenere la prima vittoria in casa e questo deve essere un punto di partenza. L’abbiamo preparata bene durante la settimana con mentalità ed aggressività. Ci sono stati degli episodi che hanno giocato a nostro favore ed abbiamo conquistato i tre punti”.

La finestra di mercato granata ha regalato una vecchia conoscenza calcistica a Barbuti, il centrocampista Stefano Amadio: “Stefano è un amico, un giocatore dalle caratteristiche tecniche fondamentali. Inutile descriverlo perchè ha un curriculum che parla da solo ed è un elemento che ci aiuterà tantissimo a raggiungere gli obiettivi. Ne sono certo”.

Archiviato il successo contro i patavini, il pensiero ora è rivolto al prossimo match con il Ravenna, avversario contro il quale, all’andata, l’attaccante fanese indossò le vesti di guastafeste, rovinandogli una possibile vittoria al Mancini: “E’ uan gara che va preparata come se fosse l’ultima. E’ uno scontro diretto, per cui sarà fondamentarle armarsi psicologicamente per affrontare questa battaglia e tornare vincitori”.

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